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ninni
sono così: un pò normale e un pò straordinaria.


Diario


6 febbraio 2010

minimostorico. sticazzi. odioladomenica.

.. Le fate ignoranti sono quelle che incontriamo e non riconosciamo ma che ci cambiano la vita. Non sono quelle delle fiabe, perchè loro qualche bugia la dicono. Sono ignoranti, esplicite, anche pesanti a volte, ma non mentono sui sentimenti. Le fate ignoranti sono tutti quelli che vivono allo scoperto, che vivono i propri sentimenti e non hanno paura di manifestarli. Sono le persone che parlano senza peli sulla lingua, che vivono le proprie contraddizioni e che ignorano le strategie. Spesso passano per "ignoranti", perché sembrano cafone e invadenti per la loro mancanza di buone maniere, ma sono anche molto spesso delle "fate" perché capaci di compiere il "miracolo" di travolgerci, costringendoci a dare una svolta alla nostra vita.










off




permalink | inviato da ninni il 6/2/2010 alle 20:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 febbraio 2010

palermo shooting.




dobbiamo prendere tutto sul serio, a parte noi stessi.
potevo essere morto
e invece no.
dovrei sentirmi doppiamente vivo
e invece no.


questa mediocrità..
ci sono giorni in cui mi soffoca.


















off




permalink | inviato da ninni il 2/2/2010 alle 23:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 febbraio 2010

a mani nude.

pelle contro pelle sentirti davvero
da far girare le stelle
come quando ti ho appeso la luna in cielo
niente di meno niente di più di questo
col mondo chiuso fuori attraverso un intero universo.
non posso darmi per vinto,
io voglio tutto e adesso,
non posso crederci meno abbandonerei me stesso,
cerco rumore nel silenzio
















serve dirvi altro?













off




permalink | inviato da ninni il 1/2/2010 alle 19:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 gennaio 2010

dico cose scomode da comunista.

oggi cinquanta persone sono entrare al dal molin,
sono appesi alle gru con i cartelloni
e non hanno nessuna intenzione di andarsene.
non è legale, non è giusto forse,
l'unica prospettiva che si delinea è la galera,
la fedina penale macchiata.
non ho mai appoggiato atti simili,
sono per la diplomazia e le vie istituzionali,
per il dialogo e il compromesso
ma.
c'è un ma, che grida forte e chiaro
ed è il ma che esprime la voce di chi
si è rotto le palle di assistere passivamente e impotente
alle sentenze del tribunale della vita.
è la voce di chi non ci sta più a farsi comandare dall'alto,
a illudersi in false promesse
e a vedere la propria città violata da chi
non solo fa sempre quello che vuole,
ma lo fa in maniera subdola e velata,
raccontando bugie e marciando sopra tutti,
facendosi forte sullo slogan
"un popolo che ignora è più facile da comandare".
forse è pura utopia ma nella vita l'idealismo
è forse l'unica cosa che dà sapore alle cose.
a differenza di tanti che stanno seduti sui propri divani,
a guardare comodamente le immagini che scorrono in tv
e volendo credere a quanto recitano giornalisti raccomandati,
io mi sono addentrata e ho potuto osservare con i miei occhi.
non credo che il genere di attivismo che muove certe organizzazioni
sia giusto o lodevole,
ma ho potuto tastare con le mie mani
l'opportunismo e la violenza mediatica e verbale
di chi pensa di poter sempre spadroneggiare
senza però rimetterci mai la faccia.
ho visto ragazzi lottare per ciò in cui credevano,
giusto o sbagliato che sia,
credo sia già un traguardo enorme
in una società dove si manda sempre avanti l'altro
e nessuno si sporca le mani, fatica, suda, combatte.
certe persone hanno messo la faccia e il culo.
è la gente che non si arrende mai,
che non si nasconde dietro la bandiera del qualunquismo,
ma che alza la voce, esprime opinioni, pensa.
è la gente che è lasciata sola a se stessa,
che dopo i facili entusiasmi
ha lavorato lo stesso, giorno dopo giorno,
contando solo sulle proprie gambe.
non appoggio le loro modalità,
non condivido pienamente la loro causa,
ma stimo, apprezzo e lodo il loro coraggio.
sono la speranza di chi non ci sta
ed è pronto a dirlo.
è l'eterna storia dell'uomo che muore da solo,
villipeso, fischiato da tutti,
che poi diventa eroe,
laddove non dovrebbe essere epicizzato,
ma solo sostenuto e guidato.
mio fratello ha vent'anni e una mente piena di ideali
e lotta con l'energia della sua adolescenza,
l'età fiorità che non si è ancora fatta sedurre dal disincanto.
tutti i mercoledì si trova con altri ragazzi
per provare a dare uno spazio ai giovani di questa città.
sono azzardati, un pò ottusi, sono fondamentalmente giovani.
il loro progetto è ambizioso
ed è il capro espiatorio
di tutti quei ragazzi (destra o sinistra che sia)
che non riescono a trovare in se stessi e nei loro coetanei
la stessa forza, la stessa volontà,
che spesso per mette, assieme a un pò di pazzia,
di dar vita a quelle che sono parole stantie
intrappolate in slogan vuoti e usurati dal tempo.
credo che i ragazzi che lottano, con i loro mezzi e i loro limiti,
per i loro spazi,
siano l'arma che distrugge tutti i preconcetti sociali
per cui i giovani non fanno nulla, non si interessano a nulla,
non credono in nulla e non sono in grado di realizzare nulla.
non è tanto importante cosa faranno o come lo faranno,
il risultato è sempre diverso e più mediocre del sogno iniziale;
ciò che conta è ciò che li muove e il fatto stesso che si muovano,
sono i loro sogni e le loro fantasie,
sono loro.
dispiace sapere che la controparte
rema contro e basta,
quella controparte che dovrebbe lottare per le stesse cose,
quella controparte troppo moderata
che scende a compromessi
con quelli contro cui lottava.
credo che la moderazione sia una virtù solo laddove
porti a dei risultati effettivi;
diventa qualunquismo e mancanza di coraggio,
se è solo uno schermo dietro il quale proteggere
e occultare il vuoto e i risentimenti
nei confronti di chi è di fatto migliore.
questo si misura su una scala che
non è politica, sociale, generazionale,
ma esclusivamente umana,
tra chi ha i coglioni e chi non solo non li ha
ma mai li avrà.












off




permalink | inviato da ninni il 31/1/2010 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 gennaio 2010

'Odierò, se mi sarà possibile, altrimenti amerò mio malgrado'

essì eh.













off




permalink | inviato da ninni il 29/1/2010 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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'i santi sono umili
gli artisti e i liberi [e originali] pensatori
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'Ammiro quelli che hanno una dipendenza.
Loro sanno di che morte moriranno.
Loro la potranno programmare.
Loro non hanno speranze
e hanno quindi la libertà'



'Grata se mi ammiri
nata tra deliri, incazzata,
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